Il metodo di lavoro che utilizzo fa riferimento al Modello Interattivo-Cognitivo.

In questa ottica i comportamenti vissuti come problematici dalle persone sono configurati come tentativi disfunzionali di adattamento dell’organizzazione individuale in funzione dei sistemi interattivi e i relativi contesti.

Assumono particolare rilevanza i processi semiotici e pragmatici, culturali, sociali e situazionali attraverso cui le persone danno forma al loro disagio e alle loro soluzioni, anche quelle che portano ad effetti poco auspicati.

L’obiettivo, entro questo modello teorico, diviene quello di modificare il sistema di costrutti personali e/o contestuali, presenti nell’organizzazione mentale e comportamentale, generativo di situazioni conflittuali, di sofferenza soggettiva o di inadeguata integrazione sociale.

Il modello è pragmatico e pluralista, in quanto permette di integrare differenti tecniche e teorie in funzione del criterio di utilità delle medesime, purchè siano prospettive coerenti sul piano epistemologico e metodologico.

In pratica, la Psicoterapia Interazionista è l’insieme dei metodi e delle tecniche psicologiche che utilizzano i procedimenti relazionali e comunicativi atti a modificare:
– il sistema di costrutti personali e relazionali, cognitivi e percettivi, emotivi e linguistici, generativi di problemi sintomatici, difficoltà interpersonali, sofferenze soggettive;
– i modi di agire disfunzionali rispetto al proprio benessere, agli altri ed al mondo, entro determinati contesti culturali, sociali, relazionali.

I metodi e le strategie fanno riferimento a protocolli di intervento che utilizzano tecniche semiotiche e narrative, interattivo strategiche e olistico-somatiche. Tecniche attraverso le quali vengono utilizzati procedimenti comunicativi e relazionali adeguati a modificare l’organizzazione degli schemi relazionali, le rappresentazioni di sé, le narrazioni personali, la gestione dei propri problemi.
(Fonte: Salvini & Dondoni, 2011)