Cibo & emozioni

Un aspetto molto interessante dell’alimentazione concerne la sua relazione con le #emozioni che sperimentiamo, non solo prima e dopo, ma anche durante i pasti. 

Mi capita di frequente di parlare con persone che si sentono, dopo aver mangiato, #appesantiti o gonfi. O che lamentano qualche sintomo fisico che sperimentano in prossimità dei pasti. Talvolta, quando si sono escluse possibili problematiche consultando il proprio medico, possiamo iniziare a pensare alla difficoltà di distinguere la #fame fisiologica da quella #emotiva.
Ne avete mai sentito parlare?    

Con fame fisiologica si intende lo stimolo che ci arriva gradualmente dal nostro corpo; tende ad esaurirsi quando ci sentiamo sazi ed è facilmente soddisfabile anche con cibi sani: un’insalata, una mela o un frutto… 

La fame emotiva, sebbene spesso sia confusa con quella fisiologica, se ne differenzia per alcuni aspetti: solitamente arriva all’improvviso e con una specifica voglia di qualcosa di… buono. Quando la sperimentiamo sentiamo di aver voglia di mangiare qualcosa di particolare, ma soprattutto possiamo sperimentarla anche quando siamo sazi. Insomma, se dopo cena ci rimane quel famoso languorino o la voglia di un cioccolatino possiamo essere consapevoli che fame fisiologica non è 🙂  

I miei propositi, in ritardo. Desiderato e voluto.

La fine dell’anno ci invita spesso a fare il punto della situazione, rispetto a ciò che avremmo voluto fare e abbiamo effettivamente costruito nel trascorrere dei mesi. Queste considerazioni a volte ci rendono appagati di quanto abbiamo fatto, a volte meno e ci rimane un senso di insoddisfazione. Su queste sensazioni, pensieri ed emozioni è facile farsi trascinare da chi ci invita a ragionare sui nuovi e buoni propositi per l’anno che si accinge a iniziare. Dodici mesi tutti da vivere e che a pensarci non è così difficile che si apprestino a stuzzicare il nostro desiderio di voler fare meglio (o ancora meglio) rispetto all’anno appena trascorso.
Quindi ecco a fare anche io le fila dei miei pensieri, degli obiettivi che sento miei e che vorrei impegnarmi quotidianamente a mantenere nella mia vita, nei prossimi dodici mesi. Ma ho voluto prendermi del tempo per riflettere, dopo le feste, su quelle che sono le mie personali e maggiormente sentite necessità. Di obiettivi da perseguire ne avrei veramente tanti, ma come sappiamo non è sempre facile mantenere i buoni propositi una volta che il tram tram della vita frenetica che conduciamo ci riassorbe nelle nostre giornate. Per mantenere vivi i nuovi propositi dobbiamo lavorare sulle nostre routine e abitudini, sullo stile di vita che conduciamo. Insomma, una bella sfida da vivere! 

Durante le feste inoltre molti condividono sui canali social molti propositi e obiettivi, che possono in qualche forma influenzarci nella nostra presa di decisione. Per quest’anno ho scelto quindi di prendermi il tempo necessario per capire quale fosse la mia priorità. Ed ecco qui a condividere con voi i miei pensieri!
Come vedete nella fotografia, il mio obiettivo è centrato sulla #salute e il mio #benessere. Sarà che ho terminato il 2018 e iniziato l’anno nuovo contagiata dai diversi mali stagionali, sta di fatto che questo è proprio su cui voglio impegnarmi nei prossimi 12 mesi. 
Ho scelto di dedicare un’ora del mio #tempo in tutta la giornata, così che possa essere un tempo sufficiente per apportare delle migliorie nella mia vita ma che possa essere perseguibile, nonostante i diversi #impegni, professionali e non solo, che ho da svolgere nelle mie giornate frenetiche. 

Ecco allora che la mia ora sarà così divisa: 

– 10 minuti dedicati alla #meditazione. Attualmente la parola ‘mediazione’ va molto di moda e ognuno la arricchisce dei propri personali significati; per me altro non è un #momento per iniziare la giornata concentrata sulle mie #sensazioni di #mente e #corpo. Anni fa intrapresi un percorso di meditazione che mi fu molto di aiuto. Ho conosciute persone belle, alcune delle quali ancora fanno parte della mia vita. Ho lavorato su alcuni dei miei #limiti mentali, sperimentando differenti e alternativi stati della coscienza. Ho lavorato su modalità che aiutino a lasciar scorrere il flusso dei pensieri, senza giudizio ma con #curiosità.

– 30 minuti (almeno) li dedicherò a #muovermi. Svolgo un lavoro molto sedentario, in cui la mia mente lavora molto. Per potermi mantenere concentrata e propositiva mi rendo conto che fare  del movimento mi aiuta a lasciar andare le tensioni e a tornare con grinta ai miei impegni. Mi prefisso trenta minuti perché sono quelli che concretamente posso rispettare. Quando avrò l’occasione andrò in palestra (che frequento ormai da tempo), e in tali occasioni il tempo per l’attività fisica sarà maggiore. Nelle giornate più intense, in cui la palestra non sarà raggiungibile, mi impegnerò a fare una #camminata rigenerante.

– 20 minuti dedicati alla #lettura di un libro, prima di coricarmi. Così da conciliare il sonno e lasciare la tentazione di controllare i social un’ultima volta prima di dormire… la tecnologia è un potente mezzo di comunicazione (positivo, quando lo usiamo con consapevolezza). Tuttavia gli studi che ormai ne evidenziano le criticità nell’utilizzarla fino a qualche istante prima di dormire sono molteplici, per cui perché non disattivare i cellulari un pò prima e godersi la lettura di qualche pagina di un buon libro? I testi che ho scelto di leggere sono davvero tanti e variano nelle più svariate tematiche. Alcuni titoli in programma? Alcuni testi che ho scelto sono in linea con alcuni progetti professionali che partiranno nei prossimi mesi: ‘Tutto esaurito’, di Priestley e ‘Mindful Eating’, di Puddicombe. Ma anche ‘Affinità elettive’ di Goethe e ‘Oceano mare’ di Barrico. Ho anche intenzione di riprendere la lettura di ‘Harry Potter’ di Rowling, che vi dirò, ho già imparato ad amare durante la loro prima lettura. Quindi penso sia giunto il momento di rispolverarli. 

Ecco quindi che finalmente posso condividere con serenità i miei propositi per l’anno nuovo, che ho già iniziato a praticare ogni giorno. Piccoli passi, per costruire il mio benessere e agevolare la mia salute, nel corpo e nella mente. 

Buon anno a tutti Voi quindi, che siano mesi ricchi di progetti!

Il far progetti e il formar propositi porta con sé molti buoni sentimenti; chi avesse la forza di essere per tutta la sua vita nient’altro che un fabbricatore di progetti, sarebbe un uomo molto felice.
-Friedrich Nietzsche-

Quando il cibo diventa uno sfogo

Durante la mattinata di sabato 13 ottobre si è tenuto il seminario ‘Quando il cibo diventa uno sfogo‘, presso il Poliambulatorio Arcella a Padova.
In questa occasione, oltre a fare una interessante chiacchierata su argomenti di attualità quali l’#alimentazione e lo #stress, si è parlato di alcune #strategie utili per perseguire l’#obiettivo di #benessere alimentare. Infatti se ci pensiamo, capita a molti di noi di ritrovarsi a mangiare, in diverse occasioni, per #motivi altri rispetto alla sensazione di #fame fisiologica, di quando per esempio è il nostro organismo a chiederci del carburante per poter svolgere le attività quotidiane.

Al contrario, non è esperienza così rara sentir raccontare dalle #persone di come talvolta ci si alzi dal tavolo un pò troppo #appesantiti, un pò gonfi, un pò troppo sazi. In altre situazioni mangiamo per ragioni di per sé positive, come quando ci troviamo a fare aperitivo o a mangiare un’invitante e buona pizza con amici che magari non vediamo da tanto tempo. Solo che poi la finiamo senza nemmeno renderci conto che l’abbiamo mangiata, presi come siamo da tanti altri #stimoli che in quel momento ci attirano di più di quanto abbiamo nel nostro piatto. Vi è mai capitato?

Altre volte può succedere di mangiare spinti da una ‘#fame emotiva‘, per gestire #sensazioni ed #emozioni quali tristezza, nostalgia, stress, malinconia e preoccupazioni… Di per sé questa modalità non necessariamente deve essere vissuta come critica o negativa; certo può diventarlo se diventa la sola che abbiamo per fronteggiare le situazioni in cui abbiamo bisogno di sfogarci e di gestire le nostre emozioni.

Il #cibo ci consente davvero di aprire #discorsi su temi che potrebbero sembrare anche molto distanti fra loro: alimentazione, benessere, stress, emozioni. Nella nostra vita si intrecciano fra di loro, influenzandoci talvolta senza che ne siamo consapevoli. Alcuni spunti tratti dalla #mindful eating e dalla #psicologia ci consentono di ragionare su strategie utili che ci aiutino nel perseguire i nostri #obiettivi di benessere.

Vi lascio quindi con qualche domanda emersa dall’incontro, con la speranza che possa offrirvi spunti di riflessione interessanti.

‘Quale è stata l’ultima volta che mi sono davvero gustato il pasto, senza interferenze esterne quali televisore, cellulare, libro o computer accesi?’

Quando hai preso un cibo in mano e sei pronto a mangiarlo, ti chiedi mai a cosa può servirti mangiare proprio quel pezzo di cioccolata o quel biscotto dopo cena?’

‘L’ultimo momento in cui mi sono concesso il piacere di mangiare è stato…?’

La locandina dell’evento – Poliambulatorio Arcella a Padova