Cibo & emozioni

Un aspetto molto interessante dell’alimentazione concerne la sua relazione con le #emozioni che sperimentiamo, non solo prima e dopo, ma anche durante i pasti. 

Mi capita di frequente di parlare con persone che si sentono, dopo aver mangiato, #appesantiti o gonfi. O che lamentano qualche sintomo fisico che sperimentano in prossimità dei pasti. Talvolta, quando si sono escluse possibili problematiche consultando il proprio medico, possiamo iniziare a pensare alla difficoltà di distinguere la #fame fisiologica da quella #emotiva.
Ne avete mai sentito parlare?    

Con fame fisiologica si intende lo stimolo che ci arriva gradualmente dal nostro corpo; tende ad esaurirsi quando ci sentiamo sazi ed è facilmente soddisfabile anche con cibi sani: un’insalata, una mela o un frutto… 

La fame emotiva, sebbene spesso sia confusa con quella fisiologica, se ne differenzia per alcuni aspetti: solitamente arriva all’improvviso e con una specifica voglia di qualcosa di… buono. Quando la sperimentiamo sentiamo di aver voglia di mangiare qualcosa di particolare, ma soprattutto possiamo sperimentarla anche quando siamo sazi. Insomma, se dopo cena ci rimane quel famoso languorino o la voglia di un cioccolatino possiamo essere consapevoli che fame fisiologica non è 🙂  

MANGIO, ERGO SUM: alimentazione & bambini

Non è sempre facile gestire, al giorno d’oggi, l’alimentazione dei bambini. Tendono ad aumentare le informazioni in social network e TV, le riviste ci propongono spesso consigli alimentari e stili di vita per facilitare il nostro benessere.  Eppure, obesità e sovrappeso continuano ad aumentare. Non solo tra adulti ma anche fra i bambini. 

Diversi studi evidenziano come bambini in sovrappeso avranno maggiori probabilità di divenire adulti obesi; così come enfatizzano che la famiglia ci influenza fin da giovane età, in quanto genitori con problemi di peso hanno un rischio maggiore di crescere figli che a loro volta avranno sul proprio fisico qualche chilo di troppo.

Quanto pesa la genetica e quanto le nostre abitudini? 

Sebbene sia una domanda interessante, che vede impegnata ormai da tempo la ricerca scientifica, per i nostri obiettivi di salute e benessere risulta poco utile!

Eh già, sarebbe bello poter trovare qualche causa ai nostri chiletti di troppo (o di quelli dei nostri figli), ma saperlo non ci aiuta molto.

Poco utile è infatti riflettere sulla diversa possibile influenza di genetica e ambiente in cui si vive, dato che ormai è chiaro che le nostre #azioni quotidiane possono avere un ‘peso’ determinante (scusate il gioco di parole 😉 ) e permetterci di raggiungere un #peso forma, fondamentale non solo per apparire più tonici ma soprattutto per mantenersi sani e agili. 

Diete speciali, merendine, snack, frenesia della vita quotidiana infarciscono e aumentano la complessità da considerare quando si ragiona sull’alimentazione in età evolutiva.

E quindi, quali sono gli ingredienti da considerare per poter promuovere benessere alimentare nelle famiglie di oggi?

Possiamo dire che tre sono le parole chiave:

Conoscere, sperimentare, agire

Conoscere: ormai la tecnologia ci agevola nel trovare informazioni su quali alimenti sia opportuno mangiare e quali invece è meglio lasciare al supermercato direttamente. Sono tanti anche i nutrizionisti che danno informazioni e suggeriscono ricette. Ciò che è importante è tenere monitorate le #fonti dalle quali raccogliamo le informazioni; non tutte infatti sono attendibili e accreditate. Ecco qualche link da consultare:

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?area=Vivi_sano&id=108
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione

Sperimentare: no, non dobbiamo diventare piccoli grandi chimici 🙂 Sperimentare lo possiamo intendere come un’occasione per provare #ricette nuove, gustare alimenti di stagione, variare i cibi che mangiamo tenendo in considerazione il nostro #fabbisogno e la nuova piramide alimentare, che suggerisce di mangiare abbondante verdura, frutta, cereali di vario tipo, legumi, uova, pesce. Ricordiamoci inoltre che i #bambini imparano soprattutto attraverso l’osservazione e l’imitazione. Quindi più forniremo loro occasioni in cui vedere la propria cerchia di contatti mangiare cibi invitanti e che rispettino i pochi principi utili per tenerci in forma e più aumenteremo le possibilità che impareranno a farlo a loro volta.

Agire: a questo verbo diamo un duplice significato. Da una parte consentiamo ai bambini di agire e sperimentare: #responsabilizziamoli, fin da piccoli, in cucina, dando loro piccoli compiti per farli aiutare a cucinare. Che sia impastare, mescolare, versare, pulire le verdure, non importa. Si sentiranno protagonisti e saranno maggiormente invitati ad assaggiare le loro ricette. 🙂 Ma agire lo possiamo (e dobbiamo) considerare anche come l’attività fisica che è fondamentale, per il nostro benessere psico-fisico tanto quanto la quantità e la qualità del cibo che mangiamo. Non sempre c’è il tempo per fare chissà che tipo di sport, ma come sempre la costanza e i piccoli passi quotidiani sono gli elementi che alla lunga premiano. Quindi, che fare? Scegliamo le scale al posto dell’ascensore; parcheggiamo la macchina un pò più lontana quando andiamo a fare la spesa; se dobbiamo percorrere brevi distanze preferiamo l’andare a piedi o in bicicletta. Anche l’ambiente ci ringrazierà 🙂

Quando il cibo diventa uno sfogo

Durante la mattinata di sabato 13 ottobre si è tenuto il seminario ‘Quando il cibo diventa uno sfogo‘, presso il Poliambulatorio Arcella a Padova.
In questa occasione, oltre a fare una interessante chiacchierata su argomenti di attualità quali l’#alimentazione e lo #stress, si è parlato di alcune #strategie utili per perseguire l’#obiettivo di #benessere alimentare. Infatti se ci pensiamo, capita a molti di noi di ritrovarsi a mangiare, in diverse occasioni, per #motivi altri rispetto alla sensazione di #fame fisiologica, di quando per esempio è il nostro organismo a chiederci del carburante per poter svolgere le attività quotidiane.

Al contrario, non è esperienza così rara sentir raccontare dalle #persone di come talvolta ci si alzi dal tavolo un pò troppo #appesantiti, un pò gonfi, un pò troppo sazi. In altre situazioni mangiamo per ragioni di per sé positive, come quando ci troviamo a fare aperitivo o a mangiare un’invitante e buona pizza con amici che magari non vediamo da tanto tempo. Solo che poi la finiamo senza nemmeno renderci conto che l’abbiamo mangiata, presi come siamo da tanti altri #stimoli che in quel momento ci attirano di più di quanto abbiamo nel nostro piatto. Vi è mai capitato?

Altre volte può succedere di mangiare spinti da una ‘#fame emotiva‘, per gestire #sensazioni ed #emozioni quali tristezza, nostalgia, stress, malinconia e preoccupazioni… Di per sé questa modalità non necessariamente deve essere vissuta come critica o negativa; certo può diventarlo se diventa la sola che abbiamo per fronteggiare le situazioni in cui abbiamo bisogno di sfogarci e di gestire le nostre emozioni.

Il #cibo ci consente davvero di aprire #discorsi su temi che potrebbero sembrare anche molto distanti fra loro: alimentazione, benessere, stress, emozioni. Nella nostra vita si intrecciano fra di loro, influenzandoci talvolta senza che ne siamo consapevoli. Alcuni spunti tratti dalla #mindful eating e dalla #psicologia ci consentono di ragionare su strategie utili che ci aiutino nel perseguire i nostri #obiettivi di benessere.

Vi lascio quindi con qualche domanda emersa dall’incontro, con la speranza che possa offrirvi spunti di riflessione interessanti.

‘Quale è stata l’ultima volta che mi sono davvero gustato il pasto, senza interferenze esterne quali televisore, cellulare, libro o computer accesi?’

Quando hai preso un cibo in mano e sei pronto a mangiarlo, ti chiedi mai a cosa può servirti mangiare proprio quel pezzo di cioccolata o quel biscotto dopo cena?’

‘L’ultimo momento in cui mi sono concesso il piacere di mangiare è stato…?’

La locandina dell’evento – Poliambulatorio Arcella a Padova